Nel panorama delle società italiane di It, Akhela (www.akhela.com ), si presenta come un caso abbastanza singolare. Nasce infatti nel 2003 dalla fusione di una serie di società che facevano parte di un ‘incubatore’ che si chiamava Saras Lab (www.saraslab.it ). Come ricorda l’amministratore delegato della società, Piercarlo Ravasio (nella foto), “allo scoppiare della bolla della ‘new economy’ nessuna di queste start-up era pronta per andare sul mercato. Per valorizzare gli investimenti fatti, la proprietà decise quindi di creare una nuova realtà che, raccogliendo il meglio delle competenze sviluppate, fosse in grado di camminare con le sue gambe puntando a quelle nicchie di mercato aperte ad accogliere un’offerta innovativa”. Questa genesi è all’origine di un modello di business che, avendo come elemento comune l’innovazione tecnologica, vede accanto a due aree alquanto vicine, come la fornitura di soluzioni e servizi per la sicurezza logica e l’ottimizzazione degli ambienti e delle infrastrutture informatiche, un terzo settore, lo sviluppo di sistemi embedded per l’avionica, l’automotive e l’elettronica di consumo che, per usare le parole di Ravasio, “per la tipologia della clientela e l’approccio al mercato è un po’ un’azienda nell’azienda”. Nel settore della sicurezza, la proposta Akhela si configura come un processo che parte dall’analisi della vulnerabilità dei sistemi del cliente e dalla security policy concordata e si sviluppa con un servizio di monitoraggio e manutenzione che utilizza strumenti best-of-breed o creati ad hoc, ma che, soprattutto, fa capo alle proprie risorse umane. “Cervelli dotati – dice Ravasio – di quello che si chiama ‘pensiero laterale’ e capaci di trovare le debolezze di un sistema in modo da tenere allineata la sicurezza alle nuove tecniche di attacco”. L’offerta di It optimization, che si rivolge a quelle aziende che Ravasio chiama “It conscious, dove cioè l’It è considerata strategica”, mira a ridurre i costi di gestione e migliorare l’efficienza delle infrastrutture It con soluzioni per il consolidamento e la virtualizzazione delle risorse, per la business continuity e per la sicurezza applicativa. A tale proposito, Ravasio ricorda l’adesione di Akhela, perfezionata sei mesi fa, al programma di affiliazione ‘Global Solution’ di Marsys Group (www.marsys.com). Fondato 25 anni fa, il Marsys Group ha per scopo la diffusione di esperienze, soluzioni e pratiche nell’ambito appunto dell’efficienza e ottimizzazione dei servizi It. Con l’affiliazione, Akhela potrà dare ai propri utenti accesso alla Global Service Oriented Platform di Marsys, che offre servizi come il Global Monitoring System (Gms). Frutto di un accordo siglato con Mercury prima della sua acquisizione da parte di Hp (www.hp.com) il Gms permette di monitorare a livello mondiale e in tempo reale il livello di servizio dato agli utenti finali di un portale o di un’applicazione web, ed Akhela ne sta diventando il centro di competenza europeo. Nel fare innovazione restando focalizzata nelle aree già coperte, la società si muove secondo una strategia che non esclude, ma anzi presuppone, una continua attenzione all’evoluzione tecnologica in ogni campo. “Il nostro sforzo – spiega Ravasio – è capire quali tecnologie possano avere successo ed investire su quelle, prima che ne esploda il mercato”. Un esempio in tal senso è l’attuale sperimentazione in atto sulle tecnologie Wiki (quelle che fanno funzionare la Wikipedia - www.wikipedia.org , per intenderci) in soluzioni che, come dice Ravasio, “traducano quelle competenze che stanno nella testa della gente in competenze aziendali”. In un’analisi del luglio 2006 Gartner (www.gartner.com ) poneva le Wiki nella fase di passaggio tra attese e consapevolezza che, nel suo modello di ciclo di sviluppo (Gartner Hype Cycle), precede l’adozione su larga scala. Ecco: se le cose andranno così e tra due anni le tecnologie Wiki saranno sulla cresta dell’onda, Akhela avrà già un’expertise consolidata da offrire al mercato.
Situata a Sarroch, sul lato occidentale del golfo di Cagliari, la raffineria della Saras (www.saras.it , il gruppo petrolifero controllato dalla famiglia Moratti), è la maggiore dell’area mediterranea per capacità produttiva, con 300 mila barili di grezzo al giorno, pari a 15 milioni di tonnellate l’anno, trasformati in gasolio (che rappresenta il 46% della produzione), benzine, prodotti base per il petrolchimico e olio combustibile. Ma ciò che caratterizza la raffineria sarda è la flessibilità dei cicli di lavorazione che vi si svolgono, che ne fanno il secondo ‘supersito’ in Europa occidentale per livello tecnologico e di complessità, Gli impianti Saras permettono di trattare grezzi dalle caratteristiche fisiche ‘difficili’ e disparate e di estrarne prodotti parimenti differenziati (anche secondo richieste dei clienti) la cui qualità rispetta le severe normative europee attuali e quelle, ancora più rigide, che entreranno in vigore nel 2009. L’integrazione dei processi di raffinazione con la produzione di energia elettrica (avviata nel 2000 con un impianto da 575 Mw appartenente alla controllata Sarlux - www.sarlux.it ) permette inoltre alla Saras di produrre oltre 4 miliardi di Kw/h l’anno, pari al 35% del fabbisogno dell’isola. La tecnologia che permette di gestire questa complessità è stata sviluppata da Akhela (www.akhela.com ) ed è costituita da un sistema informativo che si compone di due parti che, con una metafora biologica, possiamo pensare come il ‘sistema nervoso’ ed il ‘cervello’ della raffineria. La prima parte è installata in un Ced all’interno del sito e ne gestisce fisicamente gli impianti attraverso un sistema real-time che controlla temperature, pressioni e quant’altro ed aziona automaticamente valvole e pompe in modo da mantenere i parametri di funzionamento previsti. La seconda parte è invece installata in un data center remoto dove giungono, sempre in tempo reale, tutti i dati relativi al funzionamento degli impianti e agli interventi effettuati. Questi dati vengono analizzati in funzione di una quantità di elementi (tempo, turni di lavoro, flussi di produzione e così via) in un modo che assomiglia a quello con cui le applicazioni di business intelligence analizzano i dati transazionali. E simile è lo scopo: avere una ‘intelligenza’ che dia i dati e le informazioni necessarie per pilotare l’attività dell’impianto realizzando quella flessibilità operativa che ne è l’obiettivo finale.
UN DOPPIO SISTEMA PER LA FLESSIBILITÀ SARAS |